Il Piccolo Montanaro (Le petit montagnard)

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Questa è la storia di una melodia della mia infanzia. È una chansonnette, come è titolato nello spartito, che il compositore catanese Francesco Paolo Frontini, a cavallo tra l’800 e il ‘900, dedicò a una sua allieva, Innocenza Cavallaro. Ma questo l’ho scoperto solo oggi e vi racconto come.

Questa melodia bucolica e graziosa era suonata al mandolino da mio padre, che emetteva i trilli con il plettro sulle corde, nel punto dello spartito in cui le dita del pianista dovevano estrarli dai tasti del pianoforte.

Mi piaceva tanto, che anche io mi impegnai a suonarla a orecchio, cercando le note sul mandolino, premendo le corde con le dita, tanto da fare i calli, e muovendo il plettro su di esse. Venne fuori il motivetto, ma il trillo no.

Mio padre, che veniva chiamato “il poeta” nel paese, improvvisò anche una strofetta, le cui parole accompagnavano l’atmosfera montanara della musica:

“Del merlo il fischiettar

dice: vieni qua!

Ed il sussurro

del boschetto della val.”

Canticchiava contento, curvo sul mandolino e la testa un po’ inclinata su un lato. Così sarebbe dovuta essere la sua vita: spensierata e creativa. Ma presto nubi rabbuiavano il suo sguardo, a causa delle responsabilità di una famiglia numerosa sulle spalle di un eterno ragazzo.

Ora, ho rincorso per anni le origini di questo motivo e, qualche giorno fa, l’ho ascoltato in una pubblicità della Perlier. L’ho cercato su Internet e trovato su YouTube, insieme ai commenti di altri nostalgici. Uno di loro ha rivelato il titolo: Il piccolo montanaro. Un’altra ricerca ed ecco una folata di note trascinarmi indietro nel tempo.

Ho scelto una versione di Renato Carosone.

Il compositore F.P. Frontini lasciò detto:

«Morirò con una spina nel cuore, chi non mi conosce crederà che io non abbia saputo scrivere altro che “Il piccolo montanaro” e la “Serenata Araba».

«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra. La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti, perché soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordàtelo».



E allora, per approfondire

https://www.facebook.com/Francesco-Paolo-Frontini-la-Sicilia-ed-altro-210465472408/?ref=mf

http://frontini.altervista.org/index.htm

http://francescopaolofrontini.blogspot.it/

https://www.youtube.com/user/58pirizz/videos

About Vittoria Siena

Mi chiamo Vittoria, sono di origine pugliese, ho vissuto per un po' a Firenze, una decina d'anni in Veneto e ora abito a Roma. Ho avuto l'accento pugliese, quello fiorentino, veneto e ora mi dicono che ho l'accento romano! Sono sposata, ho due figli maschi ormai grandi, ho lavorato fin da ragazza, gli ultimi trent'anni nell'Amministrazione pubblica. Ora sono in pensione e finalmente ho un po' più di tempo per dedicarmi a ciò che mi piace: il problema è che sono troppe le cose che mi piacciono! ”Nata in Italia” è una sfida che faccio a me stessa. Tratterò gli argomenti che mi riescono meglio: racconti, cucina, fotografia, arte, letture, manualità, reportage di gite fuori porta e qualche viaggio. Il tutto condito con lo sguardo, il gusto e l’esperienza di una donna nata in Italia. Per quanto riguarda la cucina, oltre ad avere un'esperienza pluridecennale in ambito familiare, ho frequentato un corso al "Cordon Bleu"; uno di avviamento alla professione di pasticcere presso la scuola "A tavola con lo chef", dove ho avuto l'onore di avere come maestri Leonardo Di Carlo e Nazzareno Lavini; un paio di corsi tenuti da Valentina Gigli sulle torte decorate all'inglese , quando in Italia il cake design era agli albori. L'interesse per la fotografia deriva dalla mia vena artistica, che si è espressa anche in pittura. Ho fatto parte di un gruppo fotografico su invito di altri colleghi, con i quali abbiamo allestito alcune mostre a tema. La mia manualità, modulata dal gusto per colori e proporzioni, si esprime anche nella realizzazione di fiori in pasta di zucchero e altre paste modellabili, una tecnica appresa seguendo i corsi di Susanna Righetto , Marina Petrini , di Alan Dunn online, sui migliori testi e DVD sull'argomento. Un'arte che pare abbia avuto origine il secolo scorso in Giappone; si è diffusa poi in altri Paesi dell'Estremo Oriente, soprattutto in Thailandia, da qui nel Regno Unito, è approdata nelle Americhe, Australia, Sud Africa, ha fatto proseliti in Russia e, da qualche anno, anche in Italia.

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