La foto su tavola

Vittoriella

Prima dell’avvento della legislazione che avrebbe regolamentato le vendite porta a porta, introducendo anche il diritto di recesso, un venditore ambulante si presentò all’uscio di casa della signora Elisa.

Negli anni sessanta una madre di famiglia di basso reddito combatteva con le gravidanze ravvicinate, la conseguente progressiva perdita dei denti, i debiti e un’esclusione, specie in un paese del Sud, da quello che nei decenni successivi sarebbe stato definito il “miracolo italiano”.

Il venditore ambulante si presentò, ben vestito e con modi educati, illustrando alla signora Elisa un ultimo ritrovato della tecnica: la possibilità di stampare una foto ingrandita e a colori su una tavola di legno.

L’uomo non parlò di denaro, chiese soltanto la foto di un ritratto. Nella penombra dell’ingresso distingueva un grande e vecchio tavolo in noce – privo dei tiretti nei lati corti – e dei bambini che si aggrappavano all’asse di legno, che una volta sorreggeva il cassetto, dondolandosi come su una barra ginnica.

Elisa tornò con la foto della figlia più piccola, di circa un anno.

Qualche tempo dopo ed Elisa aveva quasi dimenticato l’episodio, il venditore tornò con la stampa su tavola, che rappresentava una bambina di almeno cinque anni: una specie di ricostruzione di come sarebbe potuta apparire in futuro l’ultimogenita di Elisa, la stessa tecnica che usa oggi la polizia per i bambini scomparsi.

Per di più chiese del denaro, tanto denaro, che Elisa non poteva spendere per quel futile acquisto. Ella, nonostante la mitezza della giovane età e della vita da reclusa, dapprima protestò disperata, poi pagò.

Della tavola non se ne seppe più nulla.

L’episodio rimase negli annali della famiglia e mai più un venditore porta a porta ebbe fortuna all’uscio di casa di Elisa.

About Vittoria Siena

Mi chiamo Vittoria, sono di origine pugliese, ho vissuto per un po' a Firenze, una decina d'anni in Veneto e ora abito a Roma. Ho avuto l'accento pugliese, quello fiorentino, veneto e ora mi dicono che ho l'accento romano! Sono sposata, ho due figli maschi ormai grandi, ho lavorato fin da ragazza, gli ultimi trent'anni nell'Amministrazione pubblica. Ora sono in pensione e finalmente ho un po' più di tempo per dedicarmi a ciò che mi piace: il problema è che sono troppe le cose che mi piacciono! ”Nata in Italia” è una sfida che faccio a me stessa. Tratterò gli argomenti che mi riescono meglio: racconti, cucina, fotografia, arte, letture, manualità, reportage di gite fuori porta e qualche viaggio. Il tutto condito con lo sguardo, il gusto e l’esperienza di una donna nata in Italia. Per quanto riguarda la cucina, oltre ad avere un'esperienza pluridecennale in ambito familiare, ho frequentato un corso al "Cordon Bleu"; uno di avviamento alla professione di pasticcere presso la scuola "A tavola con lo chef", dove ho avuto l'onore di avere come maestri Leonardo Di Carlo e Nazzareno Lavini; un paio di corsi tenuti da Valentina Gigli sulle torte decorate all'inglese , quando in Italia il cake design era agli albori. L'interesse per la fotografia deriva dalla mia vena artistica, che si è espressa anche in pittura. Ho fatto parte di un gruppo fotografico su invito di altri colleghi, con i quali abbiamo allestito alcune mostre a tema. La mia manualità, modulata dal gusto per colori e proporzioni, si esprime anche nella realizzazione di fiori in pasta di zucchero e altre paste modellabili, una tecnica appresa seguendo i corsi di Susanna Righetto , Marina Petrini , di Alan Dunn online, sui migliori testi e DVD sull'argomento. Un'arte che pare abbia avuto origine il secolo scorso in Giappone; si è diffusa poi in altri Paesi dell'Estremo Oriente, soprattutto in Thailandia, da qui nel Regno Unito, è approdata nelle Americhe, Australia, Sud Africa, ha fatto proseliti in Russia e, da qualche anno, anche in Italia.

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